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Monte Cuarnan

Indicazioni per il parcheggio.

Partendo dalle vicinanze del ristorante al Fungo di Gemona, sulla Statale Pontebbana direzione Tolmezzo, si passa il primo semaforo e nel secondo (via Trasaghis) giriamo a destra. Vedi Mappa. Teniamo la strada sino a passare il sottopasso ferroviario. Qui proseguiamo diritti (via Tagliamento) fino allo stop dove giriamo a sinistra in via Moseanada in salita costante, sino a trovarsi nel pavè di via di Prampero che proseguiremo sino a sorpassare sulla sinistra una chiesetta e il municipio. Continuiamo sempre dritti, a questo punto via Prampero è diventata via 20 settembre, sino a trovare un semaforo. Qui di fatto compiamo una specie di inversione a U seguendo la piazza. Sempre dritti sino ad imbatterci in una sorta di bivio dove a sinistra la strada scende, mentre a destra,  dove andremo, sale. Ben in evidenza indicazioni per Malga Cuarnan. Allo stop andiamo dritti e dopo poco ancora indicazioni per il Monte Cuarnan ad un bivio. Qui oramai siamo quasi certi di aver preso la strada giusta, possiamo girare a destra quando vediamo Via Bardo, ma nel caso si andasse dritti si arriverebbe comunque. Una volta raggiunta “strada di Foredor” non dobbiamo fare altro che seguirla, questa comincerà a salire decisa con tornanti a volte molto stretti. Arrivati al termine del manto stradale possiamo parcheggiare ai lati dove c’è ampio parcheggio sul tornante.

Escursione.

Potrebbe definirsi una delle più classiche escursioni per riprendere a fare attività dopo il letargo invernale (per chi lo fa) dalla montagna. Si parte dal tornante e seguendo la carrareccia si arriva in meno di un centinaio di metri alla Malga Cuarnan (gestita durante il periodo primaverile ed estivo). Si aggira letteralmente la Malga, seguendo il sentiero più a destra che nasce dietro di essa, visto che da qui si parte anche per andare verso il Monte Cjampon. Nella piccola conca è probabile che ci si imbatta in molte sentieri, noi teniamo quello più a destra, detto anche “sentiero Monte Cuarnan”. Nel giro di una ventina di metri dovrebbe infilarsi dentro il bosco ed iniziare una salita più decisa rispetto a quella affrontata fino ad ora. La salita termina con una splendida quanto improvvisa vista sull’abitato di Artegna e giù fino a Udine. Se la giornata è buona si riesce a vedere anche il mare. Siamo letteralmente sul filo di cresta, alla nostra sinistra non sarà possibile ignorare l’incredibile chiesetta (Chiesa del Redentore) che si può notare anche dalla statale, e che segna di fatto la cima del monte. Una visita, sebbene questa sia chiusa, è d’obbligo. Torniamo indietro e restiamo sul filo di cresta (siamo nel sentiero CAI 715), ad un certo sulla cresta dovremo incontrare il punto di lancio del paragliding e qui sulla nostra destra dovremo intravedere il Ricovero Ellio Pischiutti. Si tratta di un ricovero molto ben attrezzato, visitabile all’interno con tanto di libro degli ospiti. Lasciato il ricovero ci infiliamo nella valle brulla utilizzata per il pascolo delle mucche, infatti qua e la vedremo delle reti metalliche per delimitare il bestiame, e qualche laghetto. Ci siamo di fatto spostati sul sentiero CAI 717, ad un certo punto dovremo passare vicino ad un laghetto più grosso degli altri posizionato alla nostra destra. Qui sul limitare del bosco si dipana un bivio, anche se è probabile che nel tempo non sia sempre ben visibile. Qui abbiamo due alternative, seguiamo il sentiero CAI 717 (alla nostra sinistra)e torniamo sino alla strada in corrispondenza di un capitello votivo, a circa 200 metri più in basso di dove abbiamo parcheggiato. Se invece vogliamo stare più tranquilli teniamo la traccia di destra, che paradossalmente non essendo una traccia CAI è molto più evidente e utilizzata. Questa ci porterà nelle vicinanze di Malga Cuarnan. Una escursione molto semplice, ovvero una passeggiata considerando il dislivello e le difficoltà, ma che al contempo riesce a regalare, ovviamente con una bella giornata di sole e il cielo terso, una splendida vista sulla pianura friulana da un lato, e le Prealpi e Alpi Giulie dall’altro.
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