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Recensione mappe Garmin: OpenMTB

A differenza di quanto ad una prima vista si può pensare dal nome, OpenMTB, queste mappe personalizzate per dispositivi Garmin sono adatte anche all’escursionismo. Non a caso nel sito opentmbmap.org citano “le migliori mappe per Mountain Bike ed Escursionismo”. Sarà veramente così? Scopriremo che qualche piccola rogna qua e la c’è. Ma come dice il detto “a caval donato non si guarda in bocca“. Infatti queste mappe sono sostanzialmente gratuite, quindi le potremo provare senza limiti di tempo o funzioni. L’autore però ha fatto di queste mappe un lavoro, per cui dopo averle provate è buona cosa fare una donazione per supportarne in futuro il lavoro. Vedremo in seguito alla nostra provata, durata 12 mesi, che gli aggiornamenti hanno una importanza non da poco. Partiamo con l’installazione. Questa recensione si basa su Windows (ma vale anche per Mac OSX) ed utilizza BaseCamp di Garmin, per cui è preventivamente necessario averlo installato in precedenza. Dal sito di opentmbmap.org andiamo alla voce scarica le mappe, e qui potremo scegliere il nostro sistema operativo. Sono disponibili per Windows, Mac OSX e anche Linux, solo che in questo ultimo caso si utilizza Basecamp attraverso le librerie Wine che simulano l’ambiente Windows. Per tutti e tre i sistemi operativi, utilizzando il software open source QlandKarte GT, sarà possibile utilizzarle in modo nativo. Come detto in precedenza, noi abbiamo scelto di utilizzare lo strumento messo a disposizione da Garmin poiché andremo ad utilizzare ed installare le mappe sui GPS di questa marca.
Nota Aggiornamento: Dal 2017 le mappe per gli utente Mac Osx sono diventate a pagamento. Sono state introdotte delle mappe “premium” per gli utenti Windows pur rimanendo una versione “free” ancora scaricabile.
L’autore mette a disposizione mappe praticamente per tutto il pianeta. Esse derivano dai database di Openstreetmap, ma la cosiddetta “vestizione” (ovvero il tipo di disegni che compongono le mappe vettoriali) sono proprietarie. Nel nostro caso dal lunghissimo elenco di mappe disponibili a questa pagina, sceglieremo “OpenMtbMap – Alpi”. Queste mappe di fatto coprono tutto l’arco alpino e sono perfette per la nostra regione, in quanto coprono anche ben oltre i confini regionali, condizione utile quando effettueremo escursioni sul limitare del confine ed oltre. Al momento in cui scrivo la recensione il peso delle mappe è di 1,2 GigaBytes. Alla fine del download otterremo un pacchetto eseguibile. Doppio click, e dopo una breve verifica di integrità del pacchetto parte il wizard dell’installazione. Salto le prime due schermate, di benvenuto e dove installare le mappe, che ho lasciato con le indicazioni già fornite, per concentrarmi sulla seguente schermata. In sostanza non ho toccato nulla, ma potremo separare le cosiddette linee di contorno, tra cui le curve di livello, in modo separato. Se state utilizzando un software differente da Basecamp o Qlandkarte GT, è probabile che dobbiate installarle in modalità separata. Molto più importante la successiva schermata: Qui la scelta non è reversibile, se non reinstallando le mappe. Per cui è necessario prestare un po’ di attenzione extra. Personalmente ho provato la versione Wide, avendo un Oregon 600, la versione Hiking e la versione Mapsource/Qlandkarte_GT. L’ultima elencata è subito da scartare, si tratta di una versione ad uso e consumo per i desktop e quindi non è possibile poi installare correttamente le mappe sul GPS se non con un piccolo trucco. Diversamente la versione Classic/Thin/Wide con la versione Hiking sono installabili sul Garmin. La differenza che ho notato è sulla vestizione, leggermente più orientata alla visualizzazione del computer su Hiking,  più orientata allo schermo del device sulle altre. Il mio consiglio è di utilizzare la versione orientata al vostro device. In questo modo avremo una visualizzazione omogenea in progettazione del percorso e durante lo stesso mentre guardiamo lo schermo del GPS. Come informazioni di rilievo, torrenti, cime e casere sono le stesse in entrambe le versioni. Una volta completata l’installazione sarà sufficiente aprire Garmin Basecamp e ci troveremo nell’elenco mappe (in alto a sinistra) la nostra Openmtbmaps_alps con la data in cui le mappe sono state compilate. Una indicazione molto utile in seguito per ricordarsi di aggiornare le stesse quando sono piuttosto vecchie. Con le nuove mappe selezionate avremo quindi un valido supporto alla nostra programmazione. C’è da dire che qualche rogna c’è. Per potere arrivare ad un risultato come questo qui sopra bisogna effettuare uno zoom abbastanza spinto sul territorio che vogliamo esplorare. “Alzandoci” di quota nella visualizzazione purtroppo non c’è (o almeno io non l’ho trovato) una sorta di filtraggio delle informazioni, per cui tutto diventa caotico ed inutilizzabile. In realtà è presente un sistema di filtraggio, molto più chiaro nell’interfaccia di macOS che in Windows. Nel sistema della mela morsicata è presente in sovraimpressione un selettore con un + e un – che permettono di calare il numero di dettagli. In Windows è presente in alto a sinistra, vicino al selettore delle mappe è presente un altro selettore che mostra la dicitura Massimo, Medio, Minimo eccetera. Se salendo di quota la mappa diventa ingestibile, spostate il selettore ad una minore verbosità dei dettagli. Questo selettore non ha alcun effetto sul caricamento delle mappe sul dispositivo.
Come potete vedere qui sopra, la densità di informazioni diventa talmente elevata da sovrapporsi in modo caotico, e lo zoom non era nemmeno a livello massimo, ben oltre diventa una informe massa colorata in cui non si riesce nemmeno a capire che si tratta della nostra regione. Si rende quindi necessario scendere di dettaglio (selettore in alto sulla barra menu per Windows, selettore in sovraimpressione per macOS), oppure scegliere la mappa di default. Per altro c’è da dire che con la modalità Qlandkarte, ovvero quella desktop, la situazione è decisamente migliore. Ad ogni modo si tratta di un problema abbastanza secondario, infatti è solo relativo ad individuare la zona in cui vogliamo operare, poi con uno zoom la questione scompare e si può operare normalmente.
Passiamo alle note positive, e sono parecchie. La mappa propone nel device le curve di livello, importantissime per comprendere se il territorio che andiamo ad affrontare sale o scende e di quanto. I sentieri sono di altissima qualità, mutuati come dicevamo dal progetto Openstreetmap, segnano praticamente qualsiasi traccia. Direi che allo stato attuale per la regione Friuli Venezia Giulia ben oltre il 90% di questi sono presenti. Ovviamente tutti i sentieri CAI, ma anche le varie mulattiere e sentieri secondari, oltre ovviamente le carrarecce. Le varie aree, boschive, ghiaioni di deriva o rocciosi, sono segnalati da diverse colorazioni attraverso dei pattern (schemi di disegno). Sono presenti altresì le indicazioni idriche relative a torrenti, fiumi e laghi, nonché a fontane e sorgenti, così come le cascate ed eventuali passerelle. Non mancano le indicazioni degli edifici, casere, stalle, rifugi eccetera, addirittura sono segnalati capitelli votivi e spesso persino le insegne del CAI. Non ultimo troviamo indicazioni per le panchine, non sempre ma spesso ci sono anche queste, molto utili quando si avvicina la sosta pranzo ve l’assicuro. Per come è concepito BaseCamp non c’è una legenda delle varie colorazioni e forme dei sentieri o degli oggetti, ma è possibile fare riferimento a questa pagina di OpentMTB per riuscire ad orientarsi nella moltitudine di informazioni. Non meno secondario, i sentieri, tutti quanti, sono già predisposti per il turn-by-turn qual’ora il vostro GPS lo supporti. Questo di fatto consente una programmazione molto rapida dei percorsi, creando in pochi click la traccia necessaria alla escursione che desideriamo fare.

Come installare le mappe sul GPS.

L’installazione è molto semplice, e potremo selezionare le aree di nostro interesse in modo tale da poter ridurre il carico di lavoro sul GPS e limitare lo spazio. Per fare ciò prima collegate il vostro GPS al computer, poi da BaseCamp sarà sufficiente andare sotto il menu “Mappe -> Installa Mappe”. Partirà un wizard che vi consentirà l’installazione. Arrivati alla maschera della selezione delle mappe: avremo cura di selezionare la nostra OpenMTB e poi premere “Installazione avanzata/parziale”. A questo punto veniamo condotti in una nuova maschera dove l’intera area di competenza (in questo caso le Alpi) sarà pre-selezionata e divisa in moltissimi rettangoli. Sono le porzioni di mappa suddivise nel singolo territorio. Siccome tutto è selezionato dobbiamo deselezionare ciò che non ci interessa. Per farlo molto velocemente premiamo il tasto CTRL sulla tastiera e tenendo premuto il tasto sinistro del mouse prendiamo l’area che intendiamo de-selezionare. Per selezionare invece sarà sufficiente un click (sempre tasto sinistro del mouse) sul rettangolo che ci interessa. Per selezionare in modo multiplo teniamo il tasto sinistro premuto e selezioniamo l’area. Mano a mano che selezioniamo o de-selezioniamo, la barra in basso relativa alla capienza del nostro GPS andrà ad aumentare o scendere. Nota: Attenzione a non deselezionare tutto e riselezionare le aree alpine (ad esempio), perché rischiate di ottenere solo una parte della mappa sul GPS. Infatti i quadrati di forma rettangolare non regolare, sono contenuti all’interno dei quadrati di forma regolare. Queste di fatto sono i vari livelli di mappa che sono visibili a seconda della vista altezza che abbiamo selezionato sul dispositivo. De-selezionando tutto e selezionando poi pezzo per pezzo, potremo non riuscire / o dimenticare, di selezionare la vista più elevata. Questo si tradurrebbe in alcuni problemi nell’utilizzo delle mappa sul GPS. Una volta ottenuta l’area che ci interessa andiamo ad effettuare l’installazione sul GPS con il tasto Conferma, e poi Installa al riepilogo. Quando avvieremo il GPS dovremo andare nel Menu interno delle impostazioni relativo alle Mappe e selezionare come attiva Opentmtb Alps. In conclusione si tratta di un prodotto quasi perfetto per le attività escursionistiche, e se vogliamo anche quella stradale. Visto e considerato che è possibile utilizzarle proprio come mappe per le Mountain Bike. Non ultimo è possibile provare tutto questo senza dover pagare, anche se ricordo ancora una volta la necessità di fare almeno una piccola donazione se non altro per il rispetto che si deve alla non indifferente quantità di ore che l’autore dedica a questo progetto. A tale proposito ritorno sul discorso aggiornamenti. La base essendo relativa a OpenStreetmap, cui eventuali inesattezze riguardo ai sentieri vanno segnalate, ogni settimana esce una versione aggiornata. Ovviamente non è necessario correre ossessivamente dietro all’ultima versione, anche perché la maggioranza delle modifiche è probabile che nemmeno ci riguardi, ma una volta all’anno è bene scaricare una versione aggiornata e caricarla sul Garmin.
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