Al Cjasut dal Sior per le Pale d’Arint

Al Cjasut dal Sior per le Pale d’Arint

di Pubblicato: 7 ottobre 2016 Aggiornato: 22 agosto 2017 1 commento

Indicazioni per il parcheggio.

Arrivati a Moggio Udinese dalla SS13 Pontebbana si attraversa il paese seguendo le indicazioni per la Val Aupa. Presa la SP112 della Val Aupa, la si segue costeggiando il torrente per poco più di 1km, fino a trovare, poco dopo il ponte, le indicazioni per la borgata di Pradis, a destra; a quel punto si vedranno anche le tabelle per la Riserva naturale della Val Alba. Si prende la stretta rotabile asfaltata continuando a salire nella riserva, prestando attenzione a girare a destra ad un bivio con evidente segnale della riserva. La rotabile, ben tenuta, ci porta fino all’area di parcheggio in località Riu de la Smesse (1055m) oltre al quale vi è il divieto di transito.

Escursione.

Lasciata l’auto ci si incammina lungo la strada asfaltata in direzione del “rifugio Vualt” (1168m), che si raggiunge, dopo un corto tratto finale in bosco, in circa mezz’ora. Visitato il bel rifugio, tenuto molto bene, si prosegue salendo verso ovest per la forcella Vualt, come indicato dalla “segnaletica al rifugio”. Si sale per un altra mezz’ora prima nel bosco di faggio, poi in abetaia, raggiungendo facilmente la forcella (1282m).
Attenzione ora a trovare sugli alberi la “bella tabella” che indica l’attacco del sentiero “Pale d’Arint“; da qui in poi “bolli azzurri” ci guideranno, con alcuni saliscendi, ad attraversare tutta la dorsale del gruppo del monte Vualt, sino alla sua cima. Va sottolineato che questo non è un sentiero CAI, e non appare sulle carte Tabacco se non come traccia nella sola parte finale. Ciononostante il percorso è tenuto benissimo e la traccia è sempre chiara ed evidente nella sua progressione.
Si parte subito con un “ripido strappo” che ci farà gudagnare circa 150m di quota, poi si rifiata leggermente lungo un tratto meno impegnativo, e così via alternando “ripidi strappi” a tratti più tranquilli fino a giungere in vetta al monte Vualt, 1735m (attenzione a non perdere la “piccola croce di vetta”, che richiede una leggera deviazione in quanto il sentiero passa leggermente sotto). La traversata in quota è remunerativa, ed i “panorami splendidi”, dominati principalmente dal Grauzaria da una parte e da Zuc dal Bor e Chiavals dall’altra; non manca neanche una piccola apertura verso la pianura friulana. La cima del Vualt è un ottimo punto d’osservazione, ed il colpo d’occhio verso l’ormai vicino Cjasut del Sior è molto bello.
Le fatiche sono alle spalle, e rapidamente si raggiunge “il Cjasut” dove sostiamo per rifocillarci, mentre sopraggiungono due turisti con le mountain bike dal sentiero CAI 422. La piccola costruzione è “tenuta ottimamente” ed offre stufa, tavolo e tre posti letto. Una panca posta su un pulpito panoramico permette di spaziare il panorama verso Zermula, Creta d’Aip ed il gruppo del Cavallo di Pontebba. Prima di scendere è possibile seguire un sentierino, evidenziato con freccia indicante “Belvedere”, che porta a risalire la cima posta dietro il ricovero.
La discesa è decisamente più traquilla rispetto alla salita. Si inizia per CAI 422 entrando quasi subito in bosco; attenzione poco dopo aver avvistato il “Clap dal Pauli” a prendere il sentiero 425 che scende verso destra. Si continua per buon sentiero con scorci sul tratto di dorsale percorso precedentemente col Pale d’Arint. Si passa località Forchjettis poi si supera un rio su un vecchio “ponte di cemento” in curva; ancora un po’ e si arriva alla schiarita su cui è posto l’affascinante “rudere” del casermone del Vualt (circa 1300m). I resti della bella costruzione che si sviluppava su due piani meritano una visita; viene descritta come ospedale militare, ma altre fonti suggeriscono che fosse più un casermone messo in posizione tattica spacciato per ospedale in maniera da aggirare le limitazioni alle costruzioni militari sulla zona di confine allora vigenti.
Ora si può scendere fino all’auto seguendo la strada oppure prendendo l’evidente sentiero che parte poco sotto il casermone, lungo la traccia del metanodotto interrato; in quest’ultimo caso il sentiero a tratti ripido ci porta anche a visitare le “sorgenti” del Rio Alba. Usciti nuovamente sulla strada se ne percorre un tratto fino ad incrociare la carrareccia che sale verso il rifugio Vualt visitato in salita. Qui si nota sulla sinistra “una tabella” che indica il parcheggio puntando lungo un sentiero che si abbassa nel bosco e che ci porterà piacevolmente all’auto passando per una zona caratterizzata da paretine rocciose (una anche attrezzata) e, poco prima del parcheggio, per un esposto impluvio franoso protetto da una recinzione di corda metallica.

1 Commento

sezione commenti aperta al pubblico
  1. Roberto Nòt
    #1 Roberto Nòt 30 agosto, 2017, 17:43

    indicazioni chiare e accurate !

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