Bivacco Molassa da Barcis

Bivacco Molassa da Barcis

di Pubblicato: 5 luglio 2015 Aggiornato: 13 settembre 2016 0 commenti

Indicazioni per il parcheggio.

Arrivati a Barcis da Pordenone, non appena usciti dalla galleria si seguono i tornanti che costeggiano il lago, sino a quando si incontra sulla destra la stazione di servizio carburante. Fate attenzione al cartello stradale successivo che indica tra le tante “località Predai – Roppe“. Ci infiliamo nella stretta stradina in porfido, sino al muro di cinta in fondo, poi giriamo a sinistra per sbucare in un parcheggio, lo superiamo e teniamo la strada a sinistra. Percorriamo per oltre 1 chilometro e mezzo la stradina asfaltata che a tratti si fa stretta, sino a sorpassare l’abitato di Predai e quindi giungere a Roppe (vedi percorso Google Maps). Giunti a Roppe scorgeremo sulla sinistra il capitello ai piedi di alcune case, a destra invece un ampio spiazzo dove poter parcheggiare comodamente.

Escursione.

Dallo spiazzo prendiamo la stradina alla sinistra del capitello votivo, e andiamo letteralmente ad infilarci dentro “la fessura” creata da due case vicine. Sembrerà per un momento di entrare nel cortile di casa di qualcuno, in realtà tra le due case vi è una piccola scalinata e li inizia il vero sentiero. Subito ci accoglie una vegetazione alquanto vistosa, mentre sulla destra una rete di protezione, a tratti malconcia e cascata,  ha la utile funzione di darci l’altolà a non esporci troppo sulla destra, visto che a causa dell’erba il pendio molto secco non è proprio ben visibile. Nel giro di 3-400 metri l’erba lascia posto ad un sentiero più tradizionale, con la vista verso destra indirizza alle abitazioni di Cimacosta e Molassa.

Nel breve saliamo di poco ed arriviamo al primo dei tanti tornati che andremo ad effettuare. Guardando verso Nord scorgeremo un puntino bianco in mezzo al verde, è la nostra meta di oggi, a poco più di 4 chilometri, sebbene in linea d’aria non si arriverà a due.

In sostanza il percorso non prevede dislivelli degni di nota, però ci saranno molti sali scendi ad ogni tornante nel costone, prima del Monte Lupo e poi del San Daniele del Mont. Si tratta per lo più di un percorso impegnativo per via dell’attenzione che tocca fare alle molte cengie che danno il sentiero esposto sul rio Molassa. Tuttavia nulla di pericoloso, basta fare la dovuta attenzione, specie al ritorno quando magari per chi non è allenato sente la stanchezza. Il sentiero è molto ben attrezzato e il cavo di sicurezza è omni presente in tantissimi punti. Personalmente non avevo nessun imbrago e non credo che serva, caso mai potete tenervi con le mani al cavo di acciaio. Magari pensate preventivamente ad un paio di guanti da Mountain Bike o meglio da roccia, più che altro per non graffiarsi.

bivaccoMolassa-altm

Il sentiero, come detto, segue l’andamento dei vari declivi dei monti circostanti, per cui il paesaggio si alterna da quello più roccioso a quello totalmente boschivo. Interessante come l’uomo sia riuscito ad aprire un percorso in zone quasi impossibili, in molti casi usando assi di legno per fare da pontile tra un crepaccio e l’altro, regalando linearità al tracciato. In molti tratti si gira l’angolo e si vede in modo chiaro il percorso dall’altra parte, a non più di 20-40 metri in linea d’aria ma molti di più di camminata. In qualche passaggio andremo a sorpassare qualche piccolo rio, per cui sconsigliamo di percorrere questa escursione dopo abbondanti piogge o al disgelo dopo un inverno particolarmente nevoso.

Nei mesi più critici (aprile e ottobre) meglio fare attenzione alle zecche, mentre nei mesi più estivi ci si imbatterà in moltissimi ragni, che tra l’altro avranno l’accortezza di fare la ragnatela proprio in mezzo al sentiero. Per cui nel nostro caso sono stati indispensabili i bastoncini,  usati spesso per liberare il nostro passaggio e disturbare gli aracnidi nel loro lavoro.

Ad ogni tornante si vedrà il bivacco Molassa sempre più vicino, dato che questo ha una visuale che copre di fatto l’intera omonima vallata, sino a quando aggirato uno degli ennesimi declivi, apparirà di colpo (siamo 711 mslm ). Il bivacco si presenta ben organizzato. E’ strutturato su piano terra e primo piano, che non abbiamo visitato, con un caminetto. Come detto verso sud si ha la vista sulla vallata, mentre verso nord offre il panorama sul Resettùn, dove proprio il bivacco potrebbe essere un buon punto di partenza dopo un pernottamento.

Per il ritorno si andrà ad effettuare all’incontrario il percorso sin qui effettuato.

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