Recensione Garmin GPSMAP 62 STC

Recensione Garmin GPSMAP 62 STC

di Aggiornato: 13 Set 2016 3 commenti

Quest’oggi trattiamo uno dei modelli di punta, sebbene uscito parecchi anni fa, della Garmin. Infatti è abbastanza probabile che se incontrate un escursionista con un GPS, avrà con se un GPSMAP Garmin, riconoscibile per la sua forma simile ad un piccolo walkie talkie con l’antenna ben evidente. Non a caso questo modello è utilizzato anche dai soccorritori alpini. Va subito detto che in vendita è presente oltre a questo modello, quello successivo, con la sigla 64 e che di fatto porta una serie di migliorie, alcune piuttosto importanti.

Questa recensione infatti è basata sull’arco di utilizzo piuttosto lungo, circa 3 anni. Il modello, come si evince dal titolo è il GPSMAP 62 STC, dove S indica la presenza di altimetro barometrico e bussola digitale a 3 assi, T la componente Topografica preinstallata (versione europa 100k) e C conferma la presenza della fotocamera posteriore. Questo presentato è di fatto il top di gamma, esistono poi le varianti 62SC (fotocamera altimetro/bussola), 62ST (altimetro/bussola e cartografia), 62S (solo altimetro/bussola) e 62.

Contenuto della confezione.

  • GPSMAP 62 stc
  • Moschettone per cintura
  • 2 batterie AA NiMH
  • Caricabatterie
  • Cavo USB
  • Manuale di avvio rapido

Documentazione piuttosto esaustiva in stile Garmin, il Moschettone per cintura utilizza il sistema di aggancio universale per i GPS outdoor di questa marca, per cui è identico all’Oregon 600, in questo caso però la forma sagomata del gps o della parte plastica si è rivelata meno efficace dell’Oregon, presentato talvolta degli sganci involontari. Potrebbe essere comunque una situazione anomala dell’esemplare utilizzato. Molto bene la presenza delle due batterie ricaricabili, che però va detto in alcune nelle versioni minori per risparmiare sul prezzo di vendita non ci sono. Non è presente la micro-SD che va acquistata a parte. La cartografia è presente direttamente nel dispositivo.

Dispositivo, caratteristiche fisiche e tecniche.

La costruzione è decisamente solida e resistente restando nella considerazione che si tratta di un oggetto tecnologico e potete appenderlo all’esterno dello zaino senza troppe preoccupazioni. E’ inoltre resistente all’acqua secondo le norme IPX7, ovvero mezz’ora ad un metro di profondità. La parte anteriore mostra la vistosa antenna di cui parleremo più avanti, un ampio display TFT transflettivo da 65000 colori da 2,6″ per una risoluzione di 160 x 240 pixel che permette di vedere anche sotto la luce del sole battente. Ovviamente snocciolare questa risoluzione video nel 2015 fa ridere, tuttavia anche la versione successiva ha mantenuto le medesime caratteristiche del display.

Sotto il display la tastiera, 8 tasti fisici disposti a raggiera attorno ad un D-PAD direzionale. Ai lati è presente il solo tasto di accesione. Da menzionare sui tasti fisici la presenza del tasto Mark per prendere velocemente un punto, ad ogni modo nella sezione software poi approfondiremo anche gli altri 7 tasti.

Posteriormente la scocca con l’aggancio per la clip a Moschettone, in alto la fotocamera, mentre a destra, coperta da una chiusura in gomma la porta mini-USB per il collegamento al PC. Nei modelli che non hanno la fotocamera, al suo posto la chiusura in gomma è più ampia e presenta addirittura una specifica presa per una antenna veicolare del GPS nel caso di utilizzo in auto. Sul fondo dell’alloggio delle batterie è presente lo slot per la Micro-SD Card cartografica, o come storage dei punti o mappe personalizzate. Visto che parliamo di memoria, quella interna è di 500 MB, e vedremo poi come questa sia una limitazione in alcuni frangenti.

Sostanzialmente il GPSMAP 62 si tiene in mano in modo molto comodo e pratico, con le sole dita di una sola mano si riescono a raggiungere agevolmente i comandi. Questo grazie ad un peso contenuto, poco meno di 280 grammi con batterie e clip a moschettone, ben bilanciati per l’utilizzo ad una mano.

 

Caratteristiche Tecniche

Dimensioni fisiche
6,1 x 16 x 3,6 cm

Dimensioni schermo
LxA 1.43″ x 2.15″ (3.6 x 5.5 cm); 2.6″ diag (6.6 cm)

Risoluzione schermo
LxA 160 x 240 pixel

Tipo di schermo
TFT transflettivo a colori da 65k

Peso
262,1 g

Durata della batteria
16 ore (2 batterie AA)

Classificazione di impermeabilità
IPX7

Ricevitore GPS ad alta sensibilità
si 

Interfaccia
compatibile con NMEA 0183 e USB High-Speed

Fotocamera
 sì (5 megapixel con messa a fuoco automatica; assegnazione automatica di georiferimenti)

 Altimetro barometrico
si 

Bussola elettronica
Sì (con compensazione inclinazione, 3 assi)

Trasferimento da unità a unità (consente di condividere i dati in modalità wireless con unità analoghe)
si 

Memoria interna 
500 MB

Alloggiamento schede SD™
scheda microSD™ (non inclusa)

Posizioni memorizzabili
2000

Percorsi memorizzabil
200 

Track log
 10.000 punti, 200 tracce salvate

GPS, ricezione e track log

Qui arrivano i punti di forza e di debolezza allo stesso tempo. Infatti l’antenna, citata in precedenza, è uno dei punti di forza. Questa infatti è progettata per ottenere un buon guadagno in ricezione del segnale, tanto da prendere senza problemi anche grazie ai cosiddetti segnali di rimbalzo. Allo stesso tempo nel ricevitore GPS vi è la sua debolezza in quanto questo modello non ha il supporto ai satelliti GLONASS, e di fatto in talune situazioni questa mancanza si fa sentire con la registrazione di tracce non particolarmente precise. Va precisato che il modello successivo, il 64, pur rimanendo sostanzialmente identico, ha il grosso vantaggio di supportare la ricezione dei satelliti russi. E’ comunque disponibile il sistema WAAS/EGNOS per una migliore precisione (si veda la spiegazione su questi acronimi nel nostro articolo). Dall’accensione al Fix ci mette qualche minuto, una decina se è fermo da molto tempo.

Funzioni

Le funzioni, come in tutti i Garmin da outdoor sono una infinità, da citare gli orari delle effemeridi con tanto di contatore sul tramonto, molto utile, calendario delle maree, supporto al geocaching, calcolatrice eccetera.
Da menzionare a parte l’utilizzo della bussola a 3 assi, quindi utile per avere anche l’inclinazione (ad esempio per avere una idea di massima di quanto è la percentuale di inclinazione su un dislivello) e l’altimetro barometrico. Su questo ultimo c’è da citare la non perfezione, probabilmente perché il sensore è un po’ troppo sensibile, tende a causare una differenza tra l’altitudine segnata in partenza con quella rilevata all’arrivo (ovviamente al medesimo posto). In pratica risultano sempre circa 50 metri di errore che vanno necessariamente corretti al computer. Questo errore viene evidenziato in modo sistematico ad ogni uscita.

La fotocamera da 5 megapixel possiamo definirla un esercizio di stile, ovvero sarà molto improbabile che la utilizzerete come macchina fotografica principale viste le limitazioni, specie in montagna dove lo zoom ha un suo valore. Ad ogni modo è presente e fa foto appena sufficienti, in caso di emergenza potrebbe rivelarsi utile, ma se avrete con voi uno smartphone moderno è consigliabile usare quest’ultimo.

Software

L’accensione del GPSMAP 62 è veloce, e comunque il tempo dipende dal numero di mappe installate. L’interfaccia, non essendo il display touch, permette di sfruttare tutto lo schermo, che come abbiamo citato in precedenza ha una risoluzione davvero minima.  Il ridisegno delle mappe è molto veloce e non occorre aspettare, come ad esempio nei vecchi Etrex. Si possono montare mappe personalizzate di tipo RASTER, anche importarle come KML (Google Maps) a patto che il numero di layer non sia elevato, in questo caso la mappa anche se caricata nella sd o in memoria, non verrà visualizzata. Quindi vi consigliamo di testare preventivamente le mappe caricate. Questa limitazione in parte è dovuta alla memoria interna di 500 MB, che deve gestire oltre alle mappe il track log in uso.

Tornando nello specifico all’interfaccia, questa si riesce ad utilizzare in modo intuitivo con i tasti presenti. Con il tasto “page” si potrà scorrere tra le varie schermate grazie ad una sovrimpressione che permette di “scorrere” a destra e/o sinistra. La scelta delle schermate da mostrare sarà personalizzabile a nostro piacimento.
Con il tasto “menu” invece accederemo alle specifiche funzioni che le varie schermate offrono. Sul lato sinistro i tasti “search” e “mark” sono dedicati all’utilizzo cartografico vero e proprio. Con Mark si potrà velocemente impostare un punto sulla mappa, ma poi per scrivere il nome  con il joystick, che permette di scorrere sulla tastiera a schermo, si rivela un po’ “laborioso” rispetto alle controparti touch screen.
Sul fondo i tasti “quit” e “enter” che saranno i tasti dedicati ad annullare o accettare una certa azione, quando questa è richiesta.

In sostanza, rispetto ad un sistema touch, la più grossa limitazione del GPSMAP 62 è quella dei punti di riferimento e sull’interfaccia dell’altimetro (per poter selezionare una porzione di percorso), poiché navigare nei menu e nella mappa non è assolutamente svantaggioso rispetto ai sistemi moderni.

Da menzionare la possibilità di utilizzare il software Basecamp gratuitamente, un buon prodotto che permette di gestire le tracce o programmare i propri percorsi, oltre che condividerli. Nel pacchetto si può acquistare l’abbonamento alle mappe satellitari (birdseye) che poi possono essere impiegate nel dispositivo.

Mappe.

Come per la recensione dell’Oregon 600, le mappe anche in questo caso non sono sufficienti per una escursione, e conviene scaricare le ben più prestanti Freizeitkarte o le OpenMTBmap. Oppure fare da se caricandole attraverso lo stesso Basecamp o altri metodi.

Autonomia.

E’ sicuramente uno dei punti di riferimento del settore, dichiarate 16 ore e sicuramente si possono raggiungere con facilità le 12 ore senza “spippolare” troppo con il display. In ogni caso si copre tranquillamente una giornata senza problemi.

Conclusioni.

E’ un Garmin e questo dice tutto. Si tratta di un prodotto solido, dal software altrettanto valido in cui difficilmente si vedono bachi e tanto meno inchiodamenti che lo rendano inutilizzabile. La costruzione è durevole nel tempo, e a meno di clamorosi danneggiamenti lo cambierete perché allettati da modelli più prestanti anziché una reale necessità. Viceversa potete farci anche 10 anni con questo GPS.

Consigliamo infine ovviamente il modello 64 per la presenza del GLONASS, ma sconsigliamo le versioni topografiche e con la fotocamera. Il modello più interessante è sicuramente il 64S; risparmierete almeno 100-150 euro se non di più.

 

Sommario della Recensione

Dettagli su questa voce
resistenza
5su 5
ergonomia
5su 5
ricezione 4,5
5su 5
software
4.5su 5
supporto
5su 5
autonomia
5su 5
durabilità
5su 5
fotocamera
4su 5
funzioni
5su 5
Complessivo

Un ottimo prodotto "rugged", facile da utilizzare con una ottima ricezione ma la mancanza del Glonass un po' si fa sentire. Un prodotto di ottima qualità che promette di durare molto a lungo.

4.85

Eccellente
4.85 su 5

Ci sono 3 commenti, di la tua!

sezione commenti aperta al pubblico
  1. raffaele
    #1 raffaele 13 Set, 2016, 14:20

    Ottimo articolo e recensione molto dettagliata. Sono un possessore del modello 62 ST acquistato un bel po di tempo fa e non ho mai riscontrato problemi particolare.
    Per quanto concerne la differenza di quota di circa 50 metri potrebbe essere dovuta al fatto che il sistema GPS ha come riferimento altimetrico non il geoide (e quindi la quota sul livello del mare) ma bensì un particolare ellissoide (che è la rappresentazione matematica della forma della terra), e la differenza media (in ITALIA) tra quota ellissoidica e quindi GPS se NON corretta e la stessa però riferita al livello del mare è circa 47 metri, ossia lo stesso punto riferito all’ellissoide avrà mediamente una quota più alta di circa 47 metri.

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    • Walter Tosolini
      Walter Tosolini Autore 13 Set, 2016, 22:22

      Ciao Raffaele, al momento utilizziamo come riferimento il ben noto WGS-84, che poi è quello di default dei Garmin, e non il Gauss-Boaga, se ti stavi riferendo a quest’ultimo. Ma il discorso sulle altimetrie è sempre un macello, generalmente dove è presente il barometrico con il GPS si fa riferimento a quello. Ma appunto tra variazioni di pressione che in montagna ci sono sempre e la rotazione satellitare, lo scarto quando si ritorna sullo stesso punto diverse ore dopo è sempre presente. Ma differenze sull’altimetria si riscontrano anche durante il percorso con i vari gps. Dal mio punto di vista non ci do troppa attenzione, spesso ci sono riferimenti fisici, casere, rifugi ecc (benché anche quelli non siano sempre in accordo tra cartine, cartelli cai e targhe varie) che mi permettono di avere un idea di massima. Sicuramente pretendo una posizione sulla carta precisa, e li oramai si “spacca” il centimetro.

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    • Roberto
      Roberto 19 Set, 2016, 16:06

      Saluti Raffaele, grazie per l’intervento. Quello che dici è vero, nel senso che c’è l’ondulazione del geoide rispetto all’ellissoide. Però nell’articolo si notava come (con il ricevitore in nostro possesso) a fine giornata la quota, rilevata nello stesso punto da cui si era partiti, non era quella di partenza, ma si scostava da questa anche di valori attorno ai 50m – questa differenza non la dovrei avere, indipendentemente da come calcolo la quota. La nostra migliore ipotesi è che il sensore barometrico entrasse comunque nel calcolo altimetrico e quindi causasse questi scarti.

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