Scegliere lo zaino

Scegliere lo zaino
Inizialmente sono partito con il vecchio zaino Invicta che avevo a scuola. Un abisso tecnologico rispetto agli zaini attuali, poi ho avuto in regalo uno zainetto leggero della Salewa con cui ho fatto parecchie escursioni per passare a qualcosa di più dedicato all’escursionismo aumentando la capienza fino a 40 litri. La scelta dello zaino quindi è una componente decisamente soggettiva e molto spesso, in base alle esperienze e sopratutto agli aspetti negativi, ci si va a focalizzare su una serie di dettagli che hanno la loro importanza. Per fare un esempio pratico, lo zaino della Salewa non aveva gli attacchi per i bastoncini, e più di qualche volta questa cosa si è tradotta in una seccatura. Lo zaino successivo non aveva le tasche a rete ed era sconveniente per poter riporre le bottigliette d’acqua. Alla fine si va alla ricerca dello zaino perfetto, che non è un concetto universale ma fortemente soggettivo. Dal mio punto di vista la scelta non deve necessariamente ricadere su uno zaino tuttofare, sarebbe un errore. Dopo le varie esperienze consiglio almeno due zaini, di differente capienza (solitamente misurata in litri) e di differente peso. In sostanza uno zaino più piccolo e leggero per le escursioni meno impegnative e brevi e uno zaino più capiente, e per contro più pesante, per le escursioni più serie, che però abbia un sistema adeguato per le spalle e zona lombare, oltre ad un sistema di ventilazione per la schiena che solitamente quelli “leggeri” non hanno. Al momento in cui scriviamo gli zaini stanno ricevendo varie attenzioni, talvolta anche stilistiche, che ne modificano in parte la forma e la sostanza. A volte in positivo a volte in negativo. Per cui di annata in annata ci si ritrova talvolta con i modelli nuovi che sono peggio di quelli vecchi. Ad esempio negli ultimi tempi si è diffusa la moda dello zaino a salsicciotto per una mera questione estetica, che però perde delle utili tasche laterali. Inoltre mi sono reso conto che spesso il prezzo non rappresenta una scala reale nell’offerta qualitativa. Per cui ho vagliato zaini costosissimi ma che a mio parere erano decisamente pessimi e per contro zaini meno (tanto meno) costosi ma di ottima fattura e con buoni accessori. Partiamo con alcune cose da prendere in considerazione durante l’acquisto.

I Materiali.

Più o meno tutti i brand hanno raggiunto dei livelli piuttosto elevati. Ovviamente uno zaino da montagna odierno è una somma di tecnologie. Ad esempio gli spallacci devono essere ben imbottiti, le cerniere devono essere ben resistenti e il materiale deve avere un minimo di idrorepellenza, meglio se poi questo è corredato da un coprizaino in caso di pioggia più importante. In genere il GoreTex la fa da padrone, ma non esiste solo quello. Di solito i produttori si prodigano a mostrare questo aspetto, per cui non dovrebbe essere difficile documentarsi.

Le cuciture.

Le cuciture sono importanti perché da come sono fatte dipenderà la durata dello zaino. Spendete un po’ di tempo a visionare questi aspetti, non lesinate a tirare ad esempio gli spallacci o le fettucce. Nelle parti critiche devono essere raddoppiate. Dopo aver guardato quelle degli spallacci, la fettuccia inferiore e la cinta lombare, fate caso alle cuciture di secondo piano, come quelle relative alle cinghie di compressione laterali, o quelle dove sono attaccati gli accessori come i bastoncini. Non si devono scorgere sfilacciature o cuciture che “mancano il bersaglio” ad esempio una fettuccia mezza attaccata o che in generale dia una sensazione di debolezza. Date un occhio alle cuciture delle zip, nonché alle zip stesse. Apritele e chiudetele più volte, devono scorrere in modo fluido senza impuntamenti. Se una zip si guasta poi sono dolori a cambiarla…

Disposizione interna e accessibilità.

La disposizione interna ha la sua importanza, in particolare nella forma che ne deriva. Provate ad immaginare cosa ci metterete dentro e come lo mettereste nello zaino che state guardando. Alcuni zaini hanno un divisore interno tra alto e basso. Altri hanno delle tasche interne, il mio ad esempio ha una utile tasca a rete sotto il cappuccio, o molto importante la tasca per la sacca d’acqua con “buco” per il tubo e fascia elastica sullo spallaccio che impedirà alla pipetta di infastidirvi. Molto più importante l’accessibilità dello zaino. Infatti se avete l’apertura dal solo cappuccio sarà decisamente un bel problema, perché per accedere al materiale in fondo vi ritroverete a “ravanare” nel contenuto rimestandolo e perdendo l’equilibrio dei pesi, come vi avevo descritto nell’articolo “come si carica uno zaino“. Gli zaini da escursionismo moderni hanno tutti una zip che scorre dall’alto verso il basso, oppure tutto intorno, avendo l’utilissima funzione di poter accedere a qualsiasi oggetto della “pila” senza dover penare.

Tasche, tasche tasche.

Si va sul soggettivo, io le trovo utili e non ce ne sono mai abbastanza. In particolare sopra il cappuccio e ai lati non devono mancare. Nello zaino da trekking di solito c’è anche una pochette abbastanza capiente sulla cinta lombare lato destro e talvolta anche su quello sinistro. Alcuni modelli hanno anche dei scomparti aggiuntivi  sotto il fondo, ma accessibili solo dall’esterno, oppure una tasca sul corpo dello zaino.

Accessori e dettagli.

Un’altra mia fissa… i dettagli, che però a mio avviso fanno la differenza. Ad esempio lateralmente sopra le tasche descritte in precedenza devo averne altre a rete per eventuali bottigliette d’acqua. Devono esserci gli attacchi per i bastoncini. Alcuni modelli hanno delle asole molto utili per agganciare qualcosa, come una corda, le ciaspole eccetera. Molto utile una corda elastica magliata, nel mio modello ce n’è una sopra il cappuccio ed è comodissima quando fa caldo e si toglie un pile o una piccola giacca che sappiamo poi dovremo rimettere. sceltazaino-maglia Negli spallacci non devono mancare i tirapolsi, sebbene non li usi quasi mai, ma sono comunque utili come appigli. Alcuni modelli hanno un fischietto integrato nella clip della cintura toracica. Come citato in precedenza verificate se il modello è già fornito di sacca per la pioggia, alcuni lo mettono di serie, altri lo vendono a parte. La sacca è molto utile oltre che per la pioggia anche per poggiare il sedere nella pausa pranzo sull’erba umida o bagnata, oppure sulla neve. Tempo fa l’areazione della schiena era di moda, oggi meno. Ma avere dei sistemi, come ad esempio dei piccoli cuscinetti  sulla parte retrostante sovrastati da una rete, permette all’aria di circolare dietro la schiena, pur lasciando quest’ultima correttamente appoggiata per quanto riguarda il peso e la postura. Una soluzione che permette di limitare considerevolmente la sudorazione.

Fettucce e regolazioni.

Più ce ne sono meglio è, ma spesso concorrono ad aumentare il peso. In media oltre gli spallacci e la cinta lombare, meglio avere le cinghie di compressione che potranno tenere fermo il materiale all’interno dello zaino. meno importanti ma gradite, fettucce che regolano l’ampiezza della cinta lombare imbottita, oppure la fettuccia che regola la lunghezza tra il cappuccio e il corpo zaino. Decisamente più importante, specie per gli zaini sopra i 30 litri, la regolazione in altezza degli spallacci. Infatti per avere una posizione ottimale dello zaino sulla schiena, negli ultimi anni alcuni produttori hanno permesso di allungare o accorciare, con vari sistemi, la lunghezza che intercorre tra la cinta lombare e gli spallacci. Poiché gli zaini di fatto, salvo rare eccezioni, non vengono venduti in base all’altezza della persona, questo particolare è piuttosto importante per non trovarsi con le spalle indolenzite o dolori muscolari sulla schiena a fine giornata. sceltazaino-spallacci

Peso.

Tutto quanto esposto sopra ha uno svantaggio grosso. Il peso complessivo dello zaino, che ovviamente deve essere il minore possibile. In genere per uno zaino da 40 litri un peso di 1,5 kg può considerarsi buono. Meno ovviamente è meglio, ma attenzione che a scendere troppo significa poi che si è andati al risparmio su imbottiture, accessori e cuciture.

Prova statica.

In negozio è importante fare una prova statica, magari chiedendo ai commessi di metterci dentro una ventina di metri di corda pesante che sicuramente avranno, questo per aiutarvi a valutarlo con un peso importante dentro. Provatelo regolando al meglio tutte le impostazioni, dovete sentirlo comodo e come un tutt’uno con la vostra schiena. Provate a saltellare sul posto per verificare se si muove e come si comporta.

Conclusioni.

Alla fine vi consiglio di non avere fretta e valutare con calma le opzioni disponibili, magari rimandate se avete dei dubbi. Come detto in precedenza non fatevi tirare dal prezzo, spesso quelli più costosi non sono giustificati in relazione a quello che offrono, tanto che chi vi scrive ne ha preso uno da 50 euro dopo aver vagliato zaini anche da oltre 300 euro ed essere super soddisfatto perché ho trovato quello perfetto al 99%. Se siete al vostro primo acquisto e non avete esperienze di montagna, vi consiglio di prenderne uno da 30-50 euro e farvi “le ossa” per un futuro acquisto mirato, oppure prendere uno zaino leggero, magari da alpinismo, sui 20 litri massimo che comunque vi tornerà utile in futuro.
Walter Tosolini
Walter Tosolini
IT Specialist
www.tosolini.info

I'm system engineer, DevOPs and IT consultant since 1999. I like Hiking, Mountain bike, Photography and Market Trading.

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